sabato 14 dicembre 2013

Sindaco, la tua voce forte e chiara

Lo scorso ottobre lo Iarc, l'istituto tumori di Lione, ha inserito le polveri sottili tra le sostanze cancerogene certe.
A noi volevano far credere che l'inceneritore, che ogni anno emetterà 3,2 tonnellate di Pm10, fosse a impatto zero!


Eppure ancora oggi, quando si chiude il centro alle auto, leggiamo solo il coro delle proteste, mentre la voce degli ambientalisti, di chi vuole difendere il diritto alla salute dei cittadini, è spesso muta.
Ogni fonte di inquinamento va ridotta e il blocco del traffico, anche se certamente non risolve il problema, dà comunque un segnale importante, richiama l'attenzione su un problema sottovalutato, ed è un primo passo verso la tutela della salute
Ma bisogna fare di più.
Se anche tu sei sensibile a questi temi, se credi che davanti a ogni interesse debba prima venire la salute, fai sentire anche la tua voce, forte e chiara!
Scrivi al sindaco di Parma
sindaco@comune.parma.it
Invitiamolo a prendere provvedimenti forti per tutelare la nostra salute.
Invitiamolo a spegnere, nei casi di emergenza ambientale come quello attuale, le fonti di inquinamento, come ad esempio l'inceneritore di Parma, e a farsi promotore di iniziative a livello di bacino padano per contrastare efficacemente la morsa dello smog.
Ne va del nostro futuro.

E del tuo.

venerdì 13 dicembre 2013

Quindici sfumature di nero

Pm10: Parma e l'Emilia Romagna nella morsa dello smog
Pioggia delle mie brame, quando cadrai sul mio reame?

Il “bel tempo” è una parvenza di sole che squarcia per qualche ora il manto nero dello smog.
Da quindici giorni Parma supera tutti i giorni i limiti di polveri sottili ammessi per legge, 50 microgrammi per metro cubo di aria. Ieri l'asticella si è fermata a quota 71.


Quindici giorni di sforamenti è un record crediamo assoluto di permanenza di condizioni ambientali estreme. Il 2013 vedrà complessivamente diminuire le giornate di sforamento, dopo il record del 2012 con 115 giorni fuori legge.
Ma è anche vero che da 360 ore l'aria della città risulta non adatta alla salute di chi la respira.
Gli ambulatori dei medici di base registrano un crescendo di accessi concentrati su problemi respiratori, mal di gola, tracheiti, affanno respiratorio.
Tutta la regione Emilia Romagna è al collasso ambientale.
A questo punto se i numeri valgono qualcosa sarebbe arrivato il momento di dichiarare lo stato di calamità ambientale e richiedere interventi straordinari.
Il bacino padano dovrebbe farsi carico di un summit urgente dei capoluoghi di provincia per prendere decisioni drastiche che vadano in difesa della salute, primo impegno di ogni primo cittadino responsabile.
Dichiarare una giornata (la domenica?) 24 “smog free” chiudendo al traffico tutte la aree urbane, facendo spegnere tutte le fornaci salvo quelle indispensabili per garantire i servizi essenziali.
Una giornata simbolo in cui non circoli alcun mezzo a motore termico, in cui le fabbriche osservino il digiuno da inquinamento ed emissioni, in cui i cittadini si fermino a riflettere tutti insieme, senza alcun negozio aperto, esercizi pubblici nel numero minimo possibile.
Una giornata di lutto ambientale per far tornare la ragione negli amministratori e negli amministrati.
Perché lo sviluppo ha i suoi adepti che non vogliono sentir ragione.
Qui invece c'è da inventarsi un futuro se lo desideriamo davvero.
Altrimenti il futuro lo passeremo nei reparti degli ospedali.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 13 dicembre 2013

L'inceneritore di Parma è stato acceso
107

giorni fa

giovedì 12 dicembre 2013

Parma, 14 giorni di camera a gas

Anche ieri sforamenti in tutta la regione, a Parma picco di 65 microgrammi

Sotto la cappa la gente muore.
Siamo sigillati in un contesto ambientale dei peggiori al mondo.
Le polveri sottili, cancerogeni certi da ottobre scorso, compongono la venefica miscela che respiriamo da due settimana.
Dal 4 dicembre la media regionale è sopra i limiti di legge, ieri media a 72 µg, lunedì 81, domenica 77, mentre il limite da non superare è 50.
E' una debacle di bacino, tutta l'Emilia Romagna boccheggia, tutta la pianura padana è un enorme calderone di inquinamento dove ci sentiamo come cavie a cui viene somministrato il veleno per studiarne le reazioni.

Ma il momento della cura non arriva mai.
Andrebbe fermata una intera macro regione, quella del Nord, con le sue autostrade, i suoi inceneritori, le sue fabbriche, le sue centrali, i suoi riscaldamenti, ed è evidente come sia irrealizzabile.
E' certo però che una azione efficace non si realizzi a livello locale.
Anche se Parma si spegnesse completamente, di certo l'aria pulita del nostro territorio verrebbe in un attimo “sporcata” dai miasmi dei comuni limitrofi, della aree poco distanzi, perché l'aria ovviamente non la si sceglie né la si limita.
E' emergenza, ma non leggiamo nulla al riguardo.
Sentiamo il levarsi di scudi dei commercianti del centro, che lamentano il favore che si fa ai centri commerciali della periferia, il cui traffico certo non inquina meno.
Ma la salute rimane in secondo piano.
L'ente ordinatore, la Regione Emilia Romagna, tace.
Anzi, esautora l'assessore regionale all'ambiente, quando alza la voce e indica timidamente la direzione da intraprendere per invertire la tendenza verso il disastro.
Anzi, si fa bella del sistema di inceneritori che presto garantirà rifiuti da tutta Italia sulle nostre teste e nei nostri polmoni.
Eppure non si può fingere all'infinito.
Abbiamo un sistema industriale energivoro e altamente inquinante, automobili vecchie e in numero eccessivo, riscaldamenti inefficienti, edifici colabrodo.
In attesa che il progresso, e le disponibilità economiche, abbiamo il sopravvento, è urgente che il tema salga al primo posto in agenda.
Serve che le regioni interessate, Lombardia, Emilia, Veneto, Piemonte, si incontrino e portino all'attenzione del governo l'emergenza ambientale e sanitarie dei loro territori.
Non possiamo ancora attendere, a meno non ci si accontenti di conteggiare i malati d'aria che stiamo coscientemente creando.


Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 12 dicembre 2013

L'inceneritore di Parma è stato acceso
106

giorni fa

mercoledì 11 dicembre 2013

Smog, Parma ha fatto tredici

L'aria è una melma oscura

Le news da Parma sono bad news.
Il livello delle polveri sottili è salito ancora, le Pm10 si sono assestate a 95 microgrammi per metro cubo di aria, doppiando il massimo livello consentito dalla legge (50 microgrammi).
Si tratta del 67° sforamento del 2013 e, come detto, del tredicesimo di fila.
Tutta la regione è fuori norma, picco a Rimini con 106 μg, Parma seconda pari merito con Forlì.
Le previsioni meteo danno tempo stabile, alta pressione, nebbia, e anche le prossime ore non porteranno alcun beneficio, anzi.


L'aria è ferma e si riempie sempre di più di pericolosi inquinanti.
Le polveri sottili sono cancerogene, la sentenza è dello Iarc, dell'ottobre scorso.
Respiriamo quindi un'aria pericolosa per la nostra salute.
Provate a immaginarvi la scena.
Da 13 giorni viviamo in una stanza sigillata senza aver mai aperto la finestra. Ci viviamo in tanti ed ogni giorno accendiamo anche i fornelli per preparaci da mangiare.
Sono ovvie a tutti le conseguenze di questa situazione.
Un soffocamento lento ma costante, il fiato sempre più corto, i polmoni sempre più sporchi.
Domenica traffico fermo in centro storico, ma le tangenziali rigurgiteranno di auto per le spese natalizie, i parcheggi dei centri commerciali soffocheranno per eccesso di richiesta, il grande manto nero si tingerà ancora di più di tinte fosche.
E' la stupidità degli uomini, la cecità dei camini, gli errori di impianti inutili come l'inceneritore, che ora c'è e ci dobbiamo sentir dire che vada usato, sennò chi paga?
Dipendiamo inermi dal meteo, dal vento che non arriva, dalla pioggia che non scende.
Già oggi sappiamo che i prossimi giorni forse saranno peggiori dei precedenti, fino a Natale convivremo con un'aria colma di polveri sottili.
E i Pronto Soccorso accrescono i loro accessi per sintomatologie legate all'apparato respiratorio, al cardio circolatorio me anche a versante più pericolosi e definitivi.
L'Emilia Romagna è una enorme tinozza piena di acqua mai cambiata.
La nuvola della Pianura Padana la si osserva dal satellite, una delle 5 più nere del mondo.
E' lo sviluppo cieco e sordo, uno sviluppo suicida, terminators di sé stessi.
E' un collasso generalizzato che attende risposte generalizzate.
Senza azioni poderose, di area vasta, non ci sono soluzioni, né inversioni di tendenza possibili.
E' urgente che l'Italia intera prenda decisioni drastiche, applichi norme rigorose, si erga a difesa innanzitutto della salute dei suoi cittadini, prima di tutti gli altri interessi.
Siamo veramente in fondo al tunnel, e il foro è cieco.
Un requiem della modernità.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 11 dicembre 2013

L'inceneritore di Parma è stato acceso
105

giorni fa

martedì 10 dicembre 2013

Scacco Smog

Da dodici giorni Parma è irrespirabile

Ieri il laboratorio mobile di Arpa, in via Montebello, ha registrato il 66° sforamento dei limiti di legge del livello delle polveri sottili (Pm10), attestandosi su un corposo 91 microgrammi, quasi il doppio del consentito.
Il dodicesimo giorno fuori legge.
Tutta l'Emilia Romagna è coperta da una fitta coltre di aria avvelenata, avvelenata da noi stessi, che poi provvediamo anche a respirarcela.
Sembra un po' una plastica applicazione della legge del contrappasso, in questo caso per analogia.
Sporcate l'aria?, sembra dire divertita Madre Natura, ora respiratela tutta quanta, fino all'ultima molecola di veleno.

Pianura Padana, il quinto territorio più inquinato al mondo.
Polveri sottili sostanze classificate certamente cancerogene dallo Iarc, lo scorso ottobre.
Italia in infrazione europea sul piano Aria, il programma imposto dalla Ue che esige che gli Stati membri migliorino lo stato dell'ambiente, con puntuali step da rispettare.
Puntualmente disattesi.
Polveri sottili nei mesi invernali, ozono in estate, lo Stivale arranca e inciampa continuamente nelle solite problematiche.
Non ci sono soldi da investire in programmi importanti di riconversione della mobilità urbana.
Così ne spendiamo molti di più nella cura dei danni sanitari certi che la pressione ambientale causa negli abitanti delle nostre camere a gas della pianura padana.
Il gatto è stanco di mordersi la coda.
Il problema è Il Problema e andrebbe messo al primo punto delle visioni future del nostro bacino.
Una azione concertata sovra regionale, un patto tra i sindaci, gli enti locali, il comparto produttivo, i cittadini, tutti coloro che danno il loro contributo negativo all'accrescimento dei livelli di inquinamento ambientale.
Oggi come nei precedenti 11 giorni a Parma non si respira.
E se lo si fa, ciò che entra nei polmoni è cancerogeno.
I cibi avariati vengono tolti dagli scaffali.
Quando le autorità prenderanno coscienza che autorizzare ancora a immettere polveri in atmosfera è come collaborare fattivamente al danno sanitario dell'intera popolazione?
Quando arriverà il momento in cui si calcolerà quanto smog può sopportare il nostro eco sistema.
Perché è certamente facile affermare che ogni singolo impianto sia a norma di legge, vedi il camino di Ugozzolo, ma se guardassimo alla sommatoria, ponessimo alla luce del sole l'imponente massa di inquinanti che ogni giorno il nostro territorio scarica in aria, allora, e solo allora, avremmo davanti le cifre del disastro.
E non potremmo più fare finta di niente.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 10 dicembre 2013

L'inceneritore di Parma è stato acceso
104

giorni fa

lunedì 9 dicembre 2013

Parma, 11 giorni di aria avvelenata

Spegniamo tutto il possibile. E' per il nostro bene.

Dal 28 novembre scorso, 11 giorni fa, l'aria di Parma supera i limiti di legge per le polveri sottili.
Una sfilza di cifre fuori norma che drammaticamente riportano all'attenzione dell'opinione pubblica il tema del progresso e del disastro ambientale a cui supinamente assistiamo.
Sono numeri, ma significano in concreto incremento di malattie.
L'Oms, tramite lo Iarc di Lione, ha decretato come cancerogene le polveri sottili.
La decisione dell'ottobre scorso ha messo fine a tutte le teorie tana libera tutti che insistevano sul separare la qualità dell'aria che respiriamo dal nostro stato di salute.
Oggi non è più possibile.



Queste polveri sono cancerogeni certi, classificate nella lista dei peggiori inquinanti.
Ed a ogni 10 microgrammi di polveri in più corrisponde un incremento del 6% delle malattie correlate.
Parma soffoca.
Le manca il respiro da 11 giorni e il meteo non ci fa ben sperare.
La sequenza 53, 57, 63, 62, 54, 55, 51, 67, 84, 79, 69 mette nero su bianco l'allarme.
Siamo in piena emergenza ambientale e crediamo a questo punto non rimandabili provvedimenti straordinari.
35 sono gli sforamenti concessi per legge in un anno. Parma è ora a 65, leader incontrastata dei veleni emiliano romagnoli, cappa infetta che mina la salute dei cittadini.
Nel 2012 era andata perfino peggio (135 sforamenti, unici in regione a superare il centinaio) ma certo non possiamo rallegrarci per la situazione che perdura da oltre 10 giorni.
Parma regina di smog anche nel 2011 quando perse per 3 posizioni il gradino più alto, conquistato da Fiorano, Modena, con 96 sforamenti.
Spegniamo tutto quello che si può spegnere.
L'appello è rivolto anche e soprattutto ai cittadini.
In questi giorni di avvicinamento al Natale si incrementano gli spostamenti in auto privata per gli acquisti.
Un errore madornale. Vogliamoci bene.
Facciamo appello alla coscienza di tutti, che tutti prendano coscienza dei rischi che si corrono, mettendo in pratica da soli comportamenti virtuosi, come il semplice gesto di prendere un autobus, inforcare una bicicletta, andare a piedi, tenere il riscaldamento al minimo (indossando un maglione in più), tenendo chiuse le finestre salvo il giusto cambio dell'aria, spegnendo i motori ai semafori, evitando di tenerli accesi durante le soste anche se brevi, evitando di “scaldare” i motori (la moderna tecnologia non ne ha necessità).
Guardiamo insieme la nostra città, e collaboriamo tutti per evitare un futuro senza salute.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 9 dicembre 2013

L'inceneritore di Parma è stato acceso
103

giorni fa

Gcr si riorganizza

Una nuova mailing list anche per i cittadini

Il camino romba e per Gcr è arrivata l'ora delle riorganizzazione.
Nuovi progetti, nuovi orizzonti, rinnovata necessità di incontro con i cittadini.
Tra gli strumenti scelti dall'associazione che lotta contro l'inceneritore c'è la mailing list.
Strumento oggi indispensabile per tenere le fila tra i tanti volontari che impegnano le loro energia sul fronte no ince.

L'invito è rivolto anche ai cittadini interessati a seguire le tematiche care al gruppo Gcr e magari curiosi di partecipare e dare un po' del loro tempo nella lunga e snervante battaglia contro il forno.
L'associazione si appella quindi a tutti i cittadini di Parma e oltre invitandoli ad una rinnovata partecipazione, che serva a rilanciare nuovi progetti, tessere nuove reti e collaborazioni.
Ovviamente ci sono tanti modi per tenersi aggiornati: visitare il sito web che si trova all'indirizzo gestionecorrettarifiuti.it, oppure seguire il blog http://ambienteparma.blogspot.it/ , o ancora entrare sui social media come facebook alla pagina https://www.facebook.com/?q=#/groups/noince/?ref=ts&fref=ts
Ma chi volesse ricevere nella propria casella di posta elettronica regolari aggiornamenti sullo stato dell'arte della lotta contro l'impianto di Ugozzolo oggi c'è anche lo strumento della mailing list.
L'associazione invita così tutti gli interessati a scrivere una mail a gestionecorrettarifiuti@gmail.com manifestando questo interesse ed indicando oltre il proprio nominativo anche un numero di telefono.
Si verrà così inseriti nel gruppo di informazione sull'inceneritore e non si perderanno appuntamenti, aggiornamenti e iniziative del Gcr, l'associazione che dal 2006 è attiva per contrastare l'incenerimento dei rifiuti e proporre un modello corretto di gestione dei nostri scarti senza ricorrere alla combustione.
Si verrà informati dei comunicati stampa pubblicati, delle notizie importanti sul fronte ambientale, di tutto ciò che riguarda sia l'impianto di incenerimento di Ugozzolo che la situazione sull'avanzamento della raccolta differenziata e i modelli corretti di gestione dei rifiuti.
Stay tuned.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 9 dicembre 2013

L'inceneritore di Parma è stato acceso
103

giorni fa

domenica 8 dicembre 2013

Api come sentinelle dell'inceneritore

Chi accetta la sfida di Koine Ambiente?

Ieri mattina Koine Ambiente e Nanodiagnostics hanno organizzato, nel silenzio ovattato dei media, tranne la presentazione su Parmaonline, un convegno in cui hanno presentato un metodo di valutazione delle polveri in uscita dall'inceneritore con l'utilizzo di api.
Il titolo era “PM10 e altre polveri sottili. Le api come bioindicatori dell’inquinamento ambientale”.
Abbiamo partecipato anche noi di Gcr, ritenendo che ogni nuovo studio sulle possibile conseguenze dell'impianto di Ugozzolo sia un ottimo segnale di attenzione.
Abbiamo anche posto alcuni quesiti ai relatori.


Quale metodo allora si potrebbe applicare, a suo giudizio, per avere un'evidenza certa dell'inquinamento dovuto alle emissioni degli inceneritori?
“Stiamo mettendo a punto una nuova metodologia di indagine sul sangue umano, nei suoi singoli componenti (plasma, globuli rossi e bianchi)”
Abbiamo anche posto domande a Marco Pellecchia, biologo di Koiné Ambiente, che ha illustrato l’impiego delle api come “sentinelle” dell’inquinamento ambientale.
Il loro utilizzo è duplice.
Come bioindicatori, cioè come monitoraggio per le variazioni della mortalità dell’insetto tout court come campionatore di polveri sottili e quindi utilizzato per valutare le modificazioni della qualità dell’ambiente.
Come bioaccumulatori di inquinanti:metalli pesanti nel miele, diossine e composti volatili nella cera
metalli pesanti, radionuclidi, insetticidi, acaricidi e particolato autodisperso nel corpo dell’ape.
La nostra domanda.
Come lei ritiene che la misurazione eseguita tramite l’impiego di arnie distribuite in una specifica area del territorio, dove si vuole appurare se è avvenuto un incremento delle nano polveri di metalli pesanti, possa portare all’ottenimento di una misurazione netta, cioè che non sia influenzata né dal luogo di provenienza dell’alveare né da altre sorgenti di inquinamento preesistenti (es.: autostrada)
“La vita dell’ape è spesa per i primi 21 giorni all’interno dell’arnia, svolgendo svariati servizi alla comunità e per i restanti 21 giorni come bottinatrice (raccoglitrice di polline ed acqua). Avendo una vita così breve, l’accumulo di nano polveri sul ed all’interno del corpo dell’ape (apparato digerente) è una misura univoca. Concentrando quindi la ricerca sulle nano particelle qualificanti la sorgente che ci interessa monitorare, basta una esposizione delle arnie di tre settimane, per ottenere la misura di quelle nano particelle presenti, in quella specifica area ed in quel momento”.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 8 dicembre 2013

L'inceneritore di Parma è stato acceso
102

giorni fa

Inceneritore di Pietrasanta, i gestori indagati per truffa

15 milioni dallo Stato all’inceneritore che doveva produrre energia bruciando i rifiuti, ma per la procura le procedure non venivano rispettate

di Gabriele Dini – Il Tirreno

Ricevevano soldi dallo Stato per produrre energia a Falascaia bruciando rifiuti nel termovalorizzatore. Ma secondo la procura di Lucca - che su segnalazione dei comitati dei cittadini ha aperto un’indagine con l’ipotesi di truffa - le procedure non venivano rispettate e invece dei rifiuti i bruciatori venivano alimentati a metano facendo lievitare i conti per le amministrazioni comunali (e quindi per i cittadini che dovevano pagare le tasse sui rifiuti).
Per ora il pm che si è occupato del caso, il sostituto procuratore Lucia Rugani, ha mantenuto la riservatezza sui nomi delle persone coinvolte.


Ma tra gli indagati ci sarebbero i vertici egli amministratori di Tev-Veolia, la società che all’inizio degli anni 2000 ha gestito il tanto contestato impianto del Pollino. A segnalare il problema con i fondi del cosiddetto Cip 6 (dal 2004 al 2008 Tev-Veolia avrebbe ricevuto dall’autorità per l’energia una cifra attorno ai 10 milioni di euro) erano stati gli stessi comitati dei cittadini che da anni si battono per far emergere la verità sulla controversa gestione dell’impianto.
«L’impianto doveva consumare 70mila tonnellate di metano all’anno - scrissero i cittadini nella loro denuncia - ma in realtà ne consumava 700mila». Per questo fu inviato un dettagliato esposto alla procura che ha portato l’indagine alla conclusione. La nuova inchiesta - come fanno notare alcuni amministratori versiliesi - potrebbe avere ripercussioni anche nella disputa economica tra i Comuni e Tev-Veolia, con quest’ultima società che, di fronte al tribunale civile, esige un credito da 25 milioni di euro.
Le battaglie dei cittadini hanno già portato a due processi per gli ex gestori dell’inceneritore. Il primo, quello per il taroccamento dei dati sulle emissioni nell’atmosfera, si è concluso con un patteggiamento da parte di tutti gli imputati e multe da qualche migliaio di euro.
A inizio 2014 dovrebbe anche entrare nel vivo il secondo processo per Falascaia, quello per gli sversamenti di sostanze inquinanti, tra le quali diossina, nel torrente Baccatoio.

Nell’elenco degli imputati per quest’ultima vicenda sono finiti ex amministratori di Tev-Veolia: Thierry Hubert, Francesco Sbrana, Enrico Friz, Stefano Ghetti, Marco Albertosi e Stefano Danieli. Da anni i cittadini attribuiscono all’inceneritore (ormai chiuso) responsabilità sull’alta diffusione di tumori in zona.